Metallurgia

by In Soul Veritas

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about

Gli In Soul Veritas sono:
Francesco Caldaronello (alias Jazza) – Synth, testi, voce e chitarra
Alessio Del Rossi (alias eNosferato) – Testi e voce
Jacopo Pardi (alias Ghost Pharders) – Testi e voce
Emilio Chiarappa (alias Promo) – Testi e voce

Hanno collaborato al disco:
Marco Mosca - Batteria
Gianluca Di Toro - Basso
Alessio Pulsoni - Chitarra
Mauro Aspite – Testi e voce

Mixato da F. Caldaronello
Masterizzato da M. Vannucci @ Spitfire Mastering Studio
Artwork di èn | broken luna

Contatti
- Email: insoulveritas@aol.it
- Soundcloud: www.soundcloud.com/insoulveritas
- Facebook: IN SOUL VERITAS
- Twitter: www.twitter.com/INSOULVERITAS


In Soul Veritas
2014

credits

released August 23, 2014

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license

all rights reserved

about

In Soul Veritas Chieti, Italy

In Soul Veritas is a band from Abruzzo (Italy) formed in 2008 when Francesco "Jazza" Caldaronello, Alessio "eNosferato" Del Rossi, Emilio "Promo" Chiarappa and Jacopo "Ghost Pharder" Pardi met.
Musical production is looked after by Jazza who's also committed to rhyme art along with the other band mates. Promo, eNosferato and Ghost Pharder mainly focus on rap.
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Track Name: Metallurgia
Mi ricerco fuori, do il via nuove vite assorbo calore da un sole avorio in un modo nuovo e non sono più solo, l’assolo biologico stride dalla punta di monti in foco vie ben definite, abbatto il suolo su cui si costruisce il pessimismo essere, obiettivo ora: essere il fulcro il punto vitale. Cercare se stessi in un se stessi molto più distante da noi stessi. Supero margini, concetti artificiali, sorgono cieli secolari, coinvolgono noi, vogliono noi come loro punto luce, un petto che non si ricuce emana coscienza piena, muta ma vera. Ma la coscienza è perdita quando lavora per inerzia e mi sforzo ancora di capire e di capirmi, è un susseguirsi di seguirsi oltre limiti e miti climi, declino discipline nefaste e fastidi perdono il nome. Oggi ho buoni motivi per essere migliore.
Metamorfosi metallurgica, infelicità, figlia stronza della meccanica ciclica dei giorni senza rivincita, pongono freno alla crescita, che più che scalfire ti leviga, che nella marea ti annegherà, oggi no, oggi sto in alto, combatto con penna il ritratto che mi vede disfatto, pompa sangue su in testa, disinnesca tempesta su lande in crescita, fanculo , medita su macerie di sere in cui cerchi e non c’è nessuno, nero più scuro, amicizie tabù restano ricordi di quando si era vivi, ora tu dove sei? Ho smesso di cercarti, vedo solo me e ora tu dove sei? E vedo solo me perchè è l’io che si espande , gigante, cuore in pietra, flusso costante come rapide, passante come fossi te, fossi in te già vivrei sulle Ande, c’è qualcosa di più importante del semplice respirare, distruzione, ricostruzione, oggi ho mille motivi per essere migliore

I feel cold inside, i need to warm my skin, your empty affection now it’s not enough, hypotermia, the sun excites no more, the everlasting dark is yet to come, i see through my eyes, frantic monsters of iron and steel.

Acclamo i miei clamori reclamando la sintassi dei miei may day celati nei solchi di una oscura grotta, la spelonca da cui vedo solo uomini fatti di buio, deplorevoli revolver fievoli per una vita immune alla vita stessa. Mi allontano dalla fosca evanescenza: l’unica forma di esistenza che conosca. In questo metro quadro e poco più poco più di quel che copro coi miei piedi si rispecchia chiaramente sui capelli, srotolo l’armeria di voluttà che è armonia, la sola che possa pungermi, ma lungimirante, mentre sento lo schiaffo della distanza dalla luce con me collerica dice “ho sonno” si ma si dà tono da ostetrica che è urgente, all’alba inalbera la fedeltà. Io timoroso della cecità di Dio rido, adirato ruoto come kiwido. Con calma le pupille si dilatano, figure prendono colore, odori, materia e significato!

When the sky will be black
When the rain will become blood
When our bodies will be worn
When our mind will be tin and when our hearts become steel
Someone save us.
Track Name: Nella carne
Limiti afrodisiaci , sguardi complici nell’esserci uniti in volo, balla tutta la notte, lascia zero forze alla fine della notte, farne note non è facile ma abile con penna e carta, forte come piace a te proseguirò finché non sentirai mancarti l’aria, non c’è sazietà , stringi forte, colpi al cuore , spara a sorte apri le tue porte, erogeni territori, fuori dai pensieri e dai traditori, siamo fuori siamo due nei tuoi desideri migliori , siamo una cosa sola, siamo una cosa sola sognatori.
Amplesso lungo, allungo il Tantra. Pieno incastro tra due corpi, accorpo i capi in terra, niente calma manca mantra branda trema, allena vena safena che drena sangue. Appena stesa, addosso hai niente, solo pelle; mente nulla sognando mete, mentre eterne perle tra me e te. Mettete gemme di stelle, lanterne spende ma si accende calore, amore! Perno fermo il tempo, attendo attento spasmo lento, reggo il palmo tuo nel nostro mondo, mostro il cielo con il tatto; intatto il coito, viaggio in corso. Intanto prostro le labbra sul tuo corpo, pelle al fuoco al tocco se monto il mondo resto apposto, sono al posto e la mia camera già incamera il contorno.

Dreamers of the night are choking their breath through their flesh, away...from all that’s out there.

Filo d’erba che s’inchina all’incanto, ligustro su comò comunica calma blu, petali si schiudono in attriti, luce Wood - sei come, come mai… Musica per caldi organi gaudenti e portali dai modi indomiti, costante aurea, monadi. Poniti ai noti colori profumati d’estasi nei luoghi dalla culla rigenerata. Prendo tempo e pendo dal rame d’occhio di fata, ombra dilata e l’ambra sinuosa ha le sue ingannevoli pose. Labbra devote a un vuoto. Godo. Moto d’elica in prima. Sfida continua - vuoi che ti dica… Stile Guernica. Carni anarchiche. E’ il calore che lo reca dritto in fica.
Tra me e te c’è solo materiale e avvolte evolve all’istinto così animale tale che le attese diventano anomale e non è normale che ho fame di ninfomane e affogo mani in carni, domani sarà tutto come domani, corpi stesi a penetrarsi, gli occhi altrui chiusi per non abitarmi, non abitarci, per non abituarci a sentimenti spenti messi in abitacoli falsi, ridicoli tentacoli, perdo sensi. Assorbo orgasmi, non preservo, ritardanti, eiaculati sul derma, dormo quando ormai ho voglia di ritrasformarmi in preda. Agito vagiti in vagine d’argilla, m’aggiro in margini facciali, vie le camice! Scagiono demoni intra-carnali - zero cardini puttane e cardinali! Arde il fuoco nei compartimenti anali, afrodisiache analisi, assilli di fisici erotici attriti, collisioni se copuli convulsioni!

Dreamers of the night are choking their breath through their flesh, away.. from all that’s out there.
Track Name: La bussola
Siamo nell’istinto di ogni bestiola dalle quali attingemmo del volo il sapore, della danza suprema i primi passi,della pregevole libertà i canti, del tempo riuscimmo ad apprezzare gli istanti. Il corpo si libera, la mente libra . Odi echi di sabbia dal vetro di una clessidra. Magia di una vita. Lascio lo spazio occupato per anni… Treni per Tozeur che partono. Spero che queste ali di metallo mi portino via dalle contrade invertebrate, gabbie dorate grondano guano e qualità, equanime volto solito da bar; scanso il quotidiano con imperio disciplinare alla Shaolin. Pieno il vuoto nella Yin indaga chiaroscuri dentro il corpo, se è sedotto fuori campo ha la forza immaginifica di un lampo. Crampo accusatore di stanchezze che si è dissolto all’odore di un nuovo ardore, clamore, colori di bellezze ma nel mentre...Amore al cor gentil rempaira sempre. Viandanti sul suolo del tempo perso chi si ferma tra la gente. Amore al cor gentil rempaira sempre.

E si va, zaino in spalla, tu dimmi se sei pronto. Mo si va via lontano da sto posto. La bussola consiglia ma noi sappiamo solo che…

Ho il bisogno di capire se partire o meno, parto quando meno te lo aspetti. Notti vuote, giorni pieni, è già da un po’ che non mi domando più e mando infinite attese alla gente che chiede di me. Dimenticami, mica sono essenziale così come mi vedi. Devio il sonno oltre i vetri di treni trainanti i viandanti dai pastrani pesanti e la neve tra i denti, venti, segnano il passo, il passato ci lascia rovine come tracciato di vite ancora da finire e vado via per poter chiarire, anche se chiarire significa tornare, ma tornare significa marcire! Perciò decido di sparire! Conto dieci passi dall’asfalto, calcano ciò che lascio, cronometro sentieri in emisferi e sentirli veri sotto i piedi sfida leggi gravitazionali, aziono ali, azioni gravi, corpi, tatti, suoni, olfatti di posti nuovi. E so partito e so tornato come Armando, armamentario orario, memorie in un diario.

E si va, zaino in spalla, tu dimmi se sei pronto. Mo si va via lontano da sto posto. La bussola consiglia ma noi sappiamo solo che…

Stropicciando il vento, neurogenesi ancora, torna a scaldare la notte vuota, che quei porci ci hanno separati , obbligati agli angoli dei problemi esistenziali, sono shock parziali, porzionati in piatti di merda caldi , il tepore non ne cambia ne il colore ne il sapore, ti sbagliavi! Liberi siamo, legati a niente, e se è vero questo siamo salvi onironauti. La curiosità spinge comunque ad esplorare, trovarsi una meta reale, costruire e disfare e ho disfatto tutto pensando fosse lecito chiudersi nell’onore che deleta fame e aspirazione, cuore e ragione, obbligandoti all’oblio del nulla che costringe sta generazione, non ci sono buone nuove figlio di un clone, non c’è scissione nella psicosi, non c’è più giusto o sbagliato, solo un milione di ragioni per fuggire altrove, ma dove?

Bisognerebbe partire, zaino in spalla, tu dimmi se sei pronto. Mo si va via lontano da sto posto. La bussola consiglia ma noi sappiamo solo che…

Parto adesso, presto o tardi; resto poco in loco, luogo vecchio, rifletto e l’esistenza che rifletto in questo specchio è andata. Andata solo in questo viaggio non ritorno e se ritorno uomo nuovo; muovo il mondo sotto i piedi. La pianta mette in moto la moto, remoto stato di pianto. Pianto in terra ricordi, radici, e vado. Rimorsi nell’averlo fatto adesso, se potevo farlo prima torno indietro e mangio il tempo; ora attendo la meta. Ammetto tutto con più gusto, aggiusto il laccio, allaccio il pacco-vagabondo, è una partenza e lascio il punto. Natura mia sei musa, annusa il karma che poi emano; ho in mano penna, in spalle penne e elevo il piano, lasciando le passioni, compassioni, corrosioni del mio cuore in condizioni di malessere; a priori io li tengo nel marsupio, poi sicuro nel momento che li osservo e li riprendo, apprendo meglio il mio futuro.

E si va, zaino in spalla, tu dimmi se sei pronto. Mo si va via lontano da sto posto. La bussola consiglia ma noi sappiamo solo che…
Track Name: Primavera
E si va, Primavera di un’era assai difficile. Luna piena augura il meglio ai viaggiatori, decanta fiera benedizione del capostipite rasserena il cielo e in quattro passi siamo fuori dai gabbi di cemento, dal marmo e dalla plastica nessun risentimento, il gabbio è sta mentalità. Pallida stella forte muove i nostri passi ora vale districarsi per perdersi tra gli astri.
Seguo la via, aviatori degli istinti interni, respiro con i passi più leggeri sul cavalcavia, la vita è mia. Mentalmente ne ricalca la scia, lascio strazi e sprazzi di una calligrafia pesante e a mano libera, l’essenza che ripristina la strada e l’armonia. Riprendo i miei spazi, la follia è la mia mania. Case dentro al buio concedono equilibri, aboliscono chimiche attive persuasive. Muovo vite oltre carni materiali, arterie come carrier di carte navali. Prendo parte alla mia evoluzione, congedo cognizione, estrapolo prove in ogni dove e all’origine delle cose una parte di me muore se si muove, lo vedo da come mi vuole, mi porta al termine, alla dissociazione, congelo congiunzione. La potenza parte dalla mente e riporta quiete al ventre senza rumore.

All’odore di un vento antico oggi mi libro. Anche tu hai le ali, usale! Come un’ aquila che sola ingoia l’aria e fluttua anche tu hai le ali, usale! Un connubio con le nuvole…
- I’ve closed my eyes to face a brand new world. With mind wide open I’m hovering in the clouds -

Metto il piede sinistro in terra, arresto il sonno. Sommo poeta dei sogni, bisogni di giorni con loro. Muovo passi massimi con massi maxi ma si dai ci siamo, io da solo o insieme a loro poi coloro d’oro bianco il mio soffitto, affitto il tutto, vita che sogna a sopravvivere sopra a righe sopra a linee d’orizzonte, monte che scaliamo è solo fatto poi in astratto e nel reale si ha la forza di spaccarlo.
Anche oggi sarà il mio nuovo giorno. Lasciandomi alla corrente, fluido, alzo le braccia come ringraziamento al cielo e al vento - viene e và - come favola do il via a una seconda o terza infanzia in quanto, problemi a parte, tanto di nuovo ci sarò domani. D’oro l’allegria è impronta del temperamento, ciò che aumenta è la speranza - profumo di verità tra seni della terra. È tempo, prendo a calci la distanza, abituandomi coltiverò il cielo nella mia stanza.
C’è chi vive, chi sogna, chi vive dentro a un sogno, chi sogna poi di vivere , di ridere e di esistere ma è un traguardo. Sguardo perso nei problemi, ti dimeni,cerchi di essere te stesso nello stesso momento che combatti batti il tutto, lasci al lutto gli altri scazzi, guardi il sole al suo debutto. Butto il male nel cestino se c’è stima rima appiglia miglio lungo, non del tutto lascio il dubbio andare in fumo.

Vestito d’Asia verso il sole mi dirigo. Anche tu hai le ali, usale! Come un’ aquila che sola ingoia l’aria e fluttua anche tu hai le ali, usale! Un connubio con le nuvole…
- I’ve closed my eyes to face a brand new world. With mind wide open I’m hovering in the clouds -