Le Dodici Case

by In Soul Veritas

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Tutte le tracce sono state prodotte da Francesco “Jazza” Caldaronello

Voci e testi: Francesco “Jazza” Caldaronello, Alessio “eNosferato” Del Rossi, Emilio “Promo” Chiarappa, Jacopo “Ghost-Pharders” Pardi + Mauro Aspite in “Il Progetto” e “Regresso” + Giovanni Smarrelli in “Dove cazzo si va? (Abulia)”

Registrato al Boomslang Studio

Mixing e Mastering: Jazza

Tele di Alessandro CP Chiarappa

Grafiche di Francesco Picciani e Chiara Giansante

2012

credits

released December 12, 2012

In Soul Veritas saluta e ringrazia:
Alessandro “CP” Chiarappa, Giovanni Smarrelli e Wolfgang Shock, Mauro Aspite, Dj Prizm, Chiara Giansante, Francesco Picciani e Mizarts, Human Thurman, Canti In Asociale e Low'n'Zac, Naga, Mess2, Luca Zenobi, Mental D Tek, Marco Groove e Voltus273 (Tavor Posse), Gome Zeta, Marco “cugineme” Mosca e Surf Da Tavola, Maga, Buskers, Millelemmi, Dj Gio-Past, D-Giant, Pega, Raffaele Casaroli, Starless, Trve Handsta, DJ Cam, Soundblasta, Anacleto Akv Prod., Roberta per la pazienza (e ce n'è voluta...), Francesco De Fabiis, Celestino V, Milarepa, I Maya.

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about

In Soul Veritas Chieti, Italy

In Soul Veritas is a band from Abruzzo (Italy) formed in 2008 when Francesco "Jazza" Caldaronello, Alessio "eNosferato" Del Rossi, Emilio "Promo" Chiarappa and Jacopo "Ghost Pharder" Pardi met.
Musical production is looked after by Jazza who's also committed to rhyme art along with the other band mates. Promo, eNosferato and Ghost Pharder mainly focus on rap.
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Track Name: Viscera
VISCERA

[Jazza]
Dalla fessura già lo vedo, osserva freddo il mio arrivo e già lo sa che non gli credo, voglio restare dentro, c'è confusione, ridondanti suonano le note della mia persecuzione, penetra la luce come un segno divino, va verso la luce mi consiglia l'istinto ma qua niente è distino e bene e male naufragano insieme, qui niente può farmi male, ora mi spingono fuori, estenuanti vibrazioni, la forza di gravità non vuole spiegazioni, la corrente plasmatica cede agli intervalli, i respiri più corti tengono i nervi saldi e io combatto invano, vogliono me e mi avranno, con forza strappano l'ultimo vero abbraccio, mi daranno un nome e data di fabbricazione, prima boccata d'aria, luce del primo sole.

[eNosferato]
Gamete legame. Plumbeo feto che emana pneuma da poculo in podio, rotolo placenta, placidità in cadenze armoniche. Plauso riscuote. Le gote comunicano vuote. Pleonasmi d'organismi ripidi cadono nell'imo dell'emoglobina, procede a guisa di falce recidendo falesia divina. Espulso dall'uscio. Lungimirante neofita novilunio lo culla nell'orgiastico selciato, palingenesi in divenire e pendolo ombrato.

[Promo]
Scostumati dall'afa infernale bruciano orgasmo nero da colpo addominale, io venuto nel suo primordiale venuto, io ovaio sgancio calcio fetale. Placentare luogo ideale nutrito da chilo digerito e da chi lo ha ingerito e passa a flusso cordonale, mal'essere fuori, capto concetti embrionali sigillati nei lati dei dati ecografici, battiti sismografici tra tracciati. Ostetrici mistici gesti nei fluidi amniotici, rispondo a codici, contrazioni atroci da primi approcci contro trazioni da fuori e fori ossigenati, resisto ai parti statistici in istogrammi. Grammi statici nei mesi gravidi gravi, corpi gravi succhiano vita da cavi attaccati a tratti cutanei, arti neo-formati inconcepiti se incorporati a tempi indeterminati.
Track Name: Adam
ADAM
Track Name: Prima vertigine
PRIMA VERTIGINE

[eNosferato]
Dischiudo palpebre, dinanzi a me l'aria radioattiva picchia sulle tamerici, mere danzatrici del tempo. Volgo lo sguardo altrove...Cumuli di numeri eguali in cui riconosco lo sgomento, edonismo: grappolo da cui pendo. Guardo gli occhi di chi è imprigionato tra le sbarre del suo ego mentre elettrodi alle tempie lego. Temo il Dio che bramo anche se Adamo mi tende la mano ma l'anomalia del culto è il suo fulcro. Orologi, il tempo scorre in necrologi. Sintetico logico modo di comodo, giro del globo in omocromia per non destare l'attenzione, convoglio di guitto per la predisposizione. Canti dissonanti per il lato oscuro di Dioniso. Tumefatto in viso, sopito nell'arrogante indifferenza nella quale in mio puerile occhio si perde in essere alla penitenza.

[Jazza]
Qui è tutto artificiale, è tutto semplice, l'aria è grigia fin dentro le molecole, osserva le querce secolari fatte di cemento, fatti spazio tra foreste in lamiere di ferro all'interno e all'esterno, allestimento dell'inferno che arde al sapore di co2, l'eterno lascia spazio al sapere, i monasteri conservano cervelli in catene, l'ordine è il potere, corregge il disordine se è una malattia che abbatte le frontiere, l'uomo e la sua sete, l'eterna solitudine lo attende sulla cima della torre di Babale, carri di fuoco sfrecciano veloci su eterni labirinti che portano sempre al vuoto, un grande cartello cita: "Benvenuto, questo è il mondo che hai già visto e visitato in un minuto".

[Ghost Pharders]
Da poco ho aperto gli occhi, per questo vedo nero.
Il dito medio lecco; ecco l'eco: sistema andato a male già da tempo!
Resto attento, ALT-entro!
In questo mondo immondo, non mi fermo, faccio perno per restare in equilibrio.
Io mi libero da questa occulta, ultra, distruzione;
io campione già inserito in questa nera era, faccio leva per raccogliere la mela di Eva.
Eva Henger già nell'Eden, ho l'Enel per dar luce a questo buio, è un freddo di Luglio, Aprile è tempo di uranio per radiazioni, il cielo è cupo.
Io puro essere vedo bene questa terra cataratta, corruzione che l'appanna; asma, ansia, qua già si arma cannoni di coglioni.
Resta nostra l'acqua Aca!
Osservo troppo bene da Hegel: troppe antitesi, ma sintesi in sintetici progetti, getti oggetti e non t fermi.

[Promo]
Espulsi tra i soliti insulsi chiusi nei buchi ottusi, caria la trama se succhio nuova aria, vaga sotto la palla di fuoco e fa sì che mi invada la faccia e pare cauta finché scalda. Falda macabra bracca cappa sintetica, fumi grigi, qualcuno predica, qualcuno medica, qualcuno come me resta fermo alla sua estetica, osserva la dinamica e la mia sarà mimetica, qualcuno dice di essere Re, qualcun'altro reinventa, il resto sedimenta se diventa merda. E per me appare tutto seta finché sto quadrupede e la testa resta altezza terra, ma la natura non mi terrà così a lungo e me la godo adesso finché la vedo bella e l'albedo non acceca, la mia vista accetta e resetta con inconsapevolezza.
Track Name: Il Progetto (con Mauro Aspite)
IL PROGETTO

Do you feel…

[eNosferato]
Luoghi d'iniziazione alla demenza, pratiche palesi, pareti che restringendosi chiudono le vie della conoscenza. Ominidi illudono l'acume in lande delle medesime dee: dea tra le muse divulga infusi per asportare il lato pensante, lobotomici processi irreversibili. Mitiga rischi in seno al sistema che crea i tuoi idoli. Cablaggio lampo dell'epoca decodifica l'epos: deposito poliedrico. Parte del cosmo si degenera abbandonando l'osmosi. Dosi di pura demagogia, demo di carni e filosofia nei simposi: compositi combo di orfismi ipnotici simili a lividi. Vidi l'ombra del tiranno accingersi sui crani cinti d'alloro, duomo inerme: colata di getto nell'encefalo: scavo, dilaga la pazzia. Proemio come prodromo mentale d'asfissia.

[Rit. Mauro Aspite]
Do you feel control? Do you feel this wicked pressure?
Do you feel control? Do you feel this wicked pressure?

[Jazza]
Il progetto per il perfezionamento dell'uomo parte da un concetto fino a lasciarlo solo, uguali nel cervello ma ognuno con un ruolo che innalza gabbie in ferro per impedirgli il volo, il volo, mi hanno insegnato che non si può fare, mi hanno insegnato che ogni essere è uguale (uguale a loro) mi hanno insegnato che la storia insegna, mi hanno insegnato come loro a svolgere un lavoro, uguali nel cervello ma ognuno con un ruolo, parti da un lavoro fino a restare solo, la perfezione si avvicina incontestabile e ti raggiunge se il maestro è stato abile, abile il progetto per il perfezionamento, tutti uguali nel cervello, le stesse gabbie in ferro, per i sogni tutti chiusi all'esterno non c'è tempo non c'è spazio nel cassetto quest'inverno.
Track Name: Tempi dispari
TEMPI DISPARI

[Promo]
L'occhio svolta verso il lato oscuro, annuso sudore duro di chi stanotte ha il piatto nudo, frutto di potere colmo in mano ad un incolto e il nostro volto porta il solco di chi ci sta sotto. Ruvido stupido sbatte il muso sullo spigolo più robusto, noto che il gruppo si esalta a dire basta ma sta a casa e sta muto, e giù in piazza!? La massa è pazza, scavalca il cavalcavia che separa la realtà esausta dal buio. E fuggo nel punto illuso, ne focalizzo l'uso, distruggo ciò che non capisco perché è ciò che consumo; cervelli in fumo trasformati al plenilunio sezionati a digiuno e dentro captano solo Digiuno. Esercito sguardo inconscio ma vedo bene il sangue mentre decapitano capi assuefatti da mercaptano in trincee dove abita l'esercito col suo capitano. Navighiamo nel potere che ci trincia e disabilita

[Ghost Pharders]
Io seduto e non sto comodo! Cresco e vedo nero dal mio schermo Monopolio, manicomio per il conio. Encomio al contrario per noi del popolo; cresco malamente vedo un ente corrotto, rotto l'incastro! Non fermi l'incantesimo ennesimo, e l'esito lo si conosce. Millennio pessimo; mani legate ancora niente: si intende chi ha il potere, se il potente mente mentre stiamo al lastrico. Mastico, scotch bioadesivo, se è porfirico il diritto di contrasto. Esplode il piroclastico vulcano; siamo macerie. Vedo potere in vena, buco flebo presto. Perso il verso giusto, aggiusto questo avverso senso. Plastico tasto, sparo spago e riallaccio il laccio tra alto e basso, questo è solo un Utopismo, di fatto!
Track Name: Svuotalamente
SVUOTALAMENTE

...
Track Name: Dove cazzo si va? / Abulia (con Giovanni Smarrelli)
DOVE CAZZO SI VA? / ABULIA (con Giovanni Smarrelli)

[Promo]
Non trovo più relax, manca l'azione, la sensazione che corrode è come correre sulle vertebre, tenebre nascoste nelle costole. Sosto le ore tra tempeste e tempere, premo le tempie nel tempo che non riempie, qui c'è qualcosa che non va: c'è qualcuno che ci prende! Non si vede ma si sente la loro sete bere, si comprende ma non si ottiene ed è il niente che ci riprende. La vita che si risospende tra le stelle spente e sospese, la pelle e le schiene scoscese, le lettere intere ma senza le parole e le solite risposte in museruole poste in pose afose, pause da fiati pesanti, nocche rotte al sole, uomini: cementi armati; capi rotti e capi ratti, corrotti, ricatti, catturati quando cala l'alba e senza avvertimenti.

[Jazza]
E ci hanno dato il mare per coltivare i sogni, correggendosi poi ci hanno dato gli scogli, e ci hanno dato gli ideali dei luminari ma anche gerarchie inflessibili e piramidi sociali, la corsa contro il tempo degli avari, la libertà condizionata, vali i soldi che paghi, e ci hanno detto: "gli sciacalli stanno nelle strade", per poi lavarsi il sangue dalla coscienza a rate, e ci hanno detto :"avete libertà di scelta, su come camminare, ma su questa linea retta", ci hanno dato l'opinione ma una sola direzione, l'obbligo per essere utile alla produzione, la libertà dell'espressione in cambio di pregiudizi incollati per sempre alla nostra prigione, ma nel fare tutto ciò hanno commesso un errore, hanno dimenticato che siamo persone.

[Rit. Giovanni Smarrelli]
Non trovo più relax
manca l'azione
c’è qualcosa che non va
non trovo più relax
manca l'azione
Dove cazzo si va?

[Ghost Pharders]
Cresciuto fuori dal contesto! Resto inerme; lente ipermetrope mi offusca il tutto, vedo cupo. Cerco il seme come il verme del giudizio, sfrutto il dente. Morale mo tale per favola epocale. Stato asociale! Socio di fatto alterato in stato, Stivale sporco. Tocco l'esterno guscio, busso in porte di loggie chiuse; teste ottuse fuse in forni di mondi. Comanda Tremonti e conti in bordi di fossi. Ritiro me stesso sui monti contro il ribasso da Hobbit! Escluso, espulso; repulso verso la D'urso, a basso busto tutto.
Pulso il cervello ma ha il peso di un etto come il prosciutto. Io sto come i Canti in asociale messo in disparte, distante come Neffa, plagio Tesla, lavaggio testa. Io faccio il resto: non resto appresso, adesso testo il testo verso il verso sbagliato di un Ordine Mondiale tale da contare su pochi. Io ho pochi modi per cambiarlo: parlo agli altri contro il Mobbing!

[eNosferato]
Spirito spira in tedium vitae, libero miete missione di Wilhelm - età di Goethe. Tele armonizzano la stanza. Quotidiana pietanza e requie, inedia leviga astruso volto, arcadica natura ama la Musa, Psiche seduce in corto Amore muore in illusa passione d'assiomi, Dio emana eoni. Aloni d' alogene lanterne, luce colta da inesprimibile nulla alla volta. Aorta d'arte pulsa. Ineffabile corsa di ricerca e conoscenza, in quanto tale senza fine. Essenza: collante cosmico. In secondo piano guano Demian controcorrente rema lieve. Rivisitazione d’ episteme riabilita bile secreto, diniego in eguali porzioni da feto. Felloni affondano fionda sulla mia prole di lettere uniche testimoni d'anima viva, grazie a scudo schiva scabrosa attesa in soliloquio, occhio flusso decumano secerne su gota glabra. Ambra in aria. Abracadabra! Stolto muore Gano.

[Rit. Giovanni Smarrelli]
Non trovo più relax
manca l'azione
c’è qualcosa che non va
non trovo più relax
manca l'azione
Dove cazzo si va?
Track Name: Apnea del sonno (con DJ Prizm)
APNEA DEL SONNO (con Dj Prizm)

[eNosferato]
Spinta l'abulia a livelli prossimi allo Zenit devio detriti in luogo d'inediti tedi antitetici, a tesi nessi semantici presi nella loro essenza. Teche di vetro. Narcotizzati uomini e donne: oblitera il lato. Chip immesso. Ma in sogno il sistro a sonagli mi desta dopo la fustigazione gusto di casta ammonisco il trucco, fuggo nudo di legami kamikaze, di casi cronici frutto di latitanze e danze mentali, orpelli ornamentali. La gravità modale dell'azione nel palinsesto carnefice ingoia in gola d'oblio, cola l'ego in decorazioni da oplita in polis di Satana. Sanata la castità in castelli aerei, Babele abitata da ebeti. Calamità naturali. Seguaci: caducità con docile alopecia di contatti, de-atropomorfizzazione in atto, no shatsu ma lazi melensi in aria, sbando.

[Ghost Pharders]
Cerco forza, sforzo mente, forzo gli altri stanchi! A ranghi stretti marcia pronta affronta l'onda già in rivolta. Volta faccia il tuo governo "via col vento". SISTEMA TEMA LOGGIA, poggia mani e emana leggi per greggi; noi scontenti! Menti riaperte, avverti eventi nuovi e ti muovi. Timori assenti; "aspetti divi e vivi tra i visi televisivi standard, passivi i meccanismi resi attivi con la crisi". Adesso, cervello accesso, conti impronte di indignati pronti e ponti col passato già tagliati. Scortati da sbirri, in piazza impazza l'aria è nuova! Giova ai giovani rivolta rivolta ogni volta ai vecchi, brucio il logo Forza Nuova! Faccio scacco matto ai big pig, scarto Ignazio, spazio ai nuovi col suffragio; mente Phantom, metto in moto voce nuova. Nuovo coro senza plagio! Reale, remare nel mare di merda rimane.

[Promo]
Uomo dal corpo esile ed ira edule, terra che non educa, lui non cade, cammina e mira capsula captiva nei capi dei capi, difesa attiva. Cripta calci in cima, in catacomba ossa messe in riga, calibra mossa assente da programmi e comandi, o mandi i tuoi comandi via o parte la rivolta, accolta senza caschi in una sola volta, caschi dai piani più alti. Piramidi ed iridi, simbiosi parassitica, signori parassiti qua ci masticano vivi con tutti i vestiti, esiti a colpirli o vivi ancora tra i siti meno visti? Di sti tempi disti molto da film finti e falsi registri, finisci in registri neri veritieri, se ci tieni alla tua pelle vieni o sedimenti nella stantia statica che ti castiga in realtà statistica. Enigmi e alchimia, mica siamo stupidi, scompariamo illusi e stupiti, con natiche non conserte, immuni e muniti di muri uniti, conserviamo assalti nei punti più sfavoriti. Riti occlusi e musi chiusi, infusi di nervi, vermi contusi in armi, giunti inermi ai giorni conclusivi, divise pronte, ronde, casa-chiesa, attiva sonde, prega difesa.
Track Name: L'abisso
L'ABISSO

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Track Name: Mana's key
MANA’S KEY

[eNosferato]
Godo la Bodhi in edificio singolo, accolgo il Gautama. La tangente umana non mi sbrana. Anisosillabismo smania su pergamena. Modo autonomo in peplo. Deploro gli empi, in templi Chiavi del Mana. Impertinenti doti. Eternità. Inattivo navigo d'obbligo con interferenze assidue: uccidi la digitale massa assecondandola. Orogenesi sacre in agre vite, sagoma occultata in curia. Augurio di chi si mimetizza in lizza, inizia l'ascesi senza discepoli, trascende il velo di semplicità in immagini riflesse floreali con fiutole in figura fievole velo di roccia. Immerso in solitudine abbandono me stesso a quello che so già e a quello che saprò, non scindo in assito di cedro codici d'alga e miti di quieto vivere in un non lieto fine, intreccio funi con crine. In fiumi odo la voce prorompere in un'eco stridulo, lambisce sibilo, oracolo a Delfi intona canto a solo che esigo evocandolo.

[Promo]
Ho fori fuori dimensioni, missioni in spiriti, inspiro Kundalini, ho tempo e limiti finiti. Aspiro a spiriti interni, ritiri e riti di ritorno a climi fini. Spilli seviziano lobi, fondo globi obbligati a ciclopi, piegati ai cicli d'oggi, non t'appoggi, fermo orologi e logiche crocifisse al centro sterno, streghe perfide, serpi, arpioni e formiconi, inghiottiti i chiodi cerco l'eden in condotti ove non tocchi, ascolti gli echi, dotti stronzi in ecodosi, stasi e stacchi sodi, codificati in stomaci di fachiri acidi, lacci di luce. Cuce cucce in nuvole, curvo in culto fuori dal tuo buco cupo cubo, occupo scudo crudo, fumo e sfumo incenso puro, senso levo, elevo, schivo schifo in foschie; egocentro.


[Ghost Pharders]
Concezione strana, strappa asma e tappa bocche. Trama ama dramma. Tema: emo. Io mi alleno col mio mantra e faccio cassa, zero. Banca: sbanca massa, ci prosciuga, lava menti. Nel sistema già assorbiti come il sangue al tampax. Anpas, Dio ti assiste ma già quotato al Nasdaq! Massa di pecore già a pecora, ma è un gregge che nn regge l'ente, menti lese. Arnese messo nel retto; io ho smesso presto e mi appresto già al meno peggio. Mi alieno da tutto e smonto il mondo distorto discosto, Devoluzione Carmageddon. Smonto monti Lego; l'ego pieno. Piego asse di un'asta che lega Lega Nord col Capo di Stato , decapito Capo dei Capi. Degrado del grado massimo, stampo Massonico! Vomito cibo placebo, spingo esperienza, essenza primaria privata da tempo. Rimembro il membro primo; chiudo buchi nel Sistema col mio membro.
Track Name: Regresso (con Mauro Aspite)
REGRESSO (con Mauro Aspite)

[Promo]
Fottiti! Occhi e luoghi nei controlli di complici, compongo passi più veloci di velocipedi, debiti e deficit nei delay di feci in mayday nella quiete dei sensei. O levi lei o levi me, girano gonadi come Bayblade, babbei in ebay, bevi vetri veritieri retrogrado i metri pietrificati in feti, aspiri tempi in spicchi di rewind, bye! bye! Devolvo in coito, annodo l'odio in una Volvo, do il volo al nervoso in Pall Mall, poso viso in Canon, Amplifon sul flow, rotta che amplifico a non stop, non sto composto, sto contro! Perciò ritorno in controcorrente, corro in contro al fondo e deformo me in globo nuovo, corpo in uovo, inglobo fuoco in fluido amniotico, lascio fuori forme e orme.

[Rit. Mauro Aspite]
WHEN THE LIGHTS COME DOWN, WHEN THE TEARS ARE FALL
THERE IS STILL A CHANCE TO GET BACK
TAKE ME BACK TAKE HOME!
WHEN THE LIGHTS ARE DOWN, WHEN THE TEARS ARE FALL
THERE IS STILL A CHANCE TO GO BACK
TAKE ME BACK BRING ME HOME!

[eNosferato]
Esco dal canone con forma dell’orda che inonda. Draghi cadranno in prologhi. Gradi remoti corporei rimembrano immuni sistemi da sonda: placido luogo. Ruoto ogni moto: mordo capo di serpe e godo. Ciclo d'arazzi e arabeschi nel nulla utopico, pitoni trovano preda, lampada arreda con toni oltremodo soffusi. Dosi inglobo, obbligando la stretta con morsa, espulsione inversa: mi libro nel minio. Aggiunta di litio. Vendico mimico stadio oracolare che vidi con grida e vessilli di Kratos, creato da prode l'agglomerato di Golem. Prole gode droghe inebrianti, Unione: mania immagazzinata nell’ estro molesto, Moloch aduna la cura di qualsivoglia “prudentia”, esistenza greve, vita breve beve assenzio fetale, in ovulo grida. Nel sogno vivo come iato di transizione. Torno feto foderato. Focalizzo la via di Orione.

[Mauro Aspite]
NO CHOICE, NO TIME, NO CHOICE, NO TIME, NO CHOICE, NO TIME!
Track Name: Spasimo (con Dj Prizm)
SPASIMO (con Dj Prizm)

[Ghost Pharders]
Spasmo ultimo! Cerco aiuto, fiuto di vena pronto, ho il fiato al collo. Crollo! Scrollo tutto di dosso; addosso ho mille problemi: piedi al margine del fosso. Ho contro il mondo e rispondo: "io risposto sedia e ho il cappio al collo!" Buco nero, di-nero dimeno; mi dimeno e fumo il nero. Zero siero, adesso inietto veleno! Dentro ho spento il lume, barlume basso di luce. Decido il destino, lo stato deprimo, mi fungo detrito di fiume; scorre morto il corpo. Pongo colpo in canna, bocca aperta incastra e abbassa testa. Attesta stato depresso; detesto e rigetto, volto al cesso, sbruffo in canna, stanza chiusa, occlusa gola, mente affanna sbanda. Banca: standard alto! A molti svolti soldi sporchi. Tocchi del big-ben al big-bang. Scatto foto, messa a fuoco; santa messa a rogo. Io? divino stato alcolico mi sfogo dietro un litro di-vino.

[eNosferato]
Solo in lese dosi asintoti asistematici violano limite, lambiscono limbo in poi secano vita amputando ordini naturali, materiali ignifughi , acidi incediari, arieggiano segnali in aliti odierni. Innominati misteri in psiche, pliche, stelo ostello di stime, ottimismi svaniti. Spie di danneggiati organismi ospitano opifici,
sedimenti in tipi fissi. Ossidazioni inconsce ossessive. Visiva mescidanza di oli viscidi.
Avo agonizzante nella trascendenza. Ma l'ego intende render conto ad altri mostri, ostici ostacoli in là con lettere in lattine tra le onde di uno stagno straziato. Ansiolitici registrano caduta e ricaduta di caduca teca su nuca. Cenobita abita in no profit area: laguna di muco la cui lascivia tende a scindere e asciuga, satura l'ora.
Nodi alla gola. Coltello che recide la mente che decide, ossi come di seppie in tempi spezzati, ritmi, stenti, test indecente: impudica raffigurazione ostacolata da standard, ospiti in casta, aspidi ostinate oscurano la luce, profumo effeminato seduce. In croce crisalidi, assi districate: assideramento assai lungi dal calore materno, interni del senso immobilizzati, arsi arazzi in sazi ozi insonni. Mente secerne economica chiusa intrisa di cremisi. Lascia chiosa. Ignudo velo di melodia dà addio. Ignudo velo di melodia dà addio. Ignudo velo di melodia dà addio.

[Promo]
Abito nero, volto pallido, dammi sigarette e nafta, Kafka spara in cassa volante, lacca sulle labbra, pensieri in placca, slaccia lingua in afta, tanfo di fata nera alleva ira. Insinua strilli epici, trilli psichedelici dell'una e mezza, stecca mezza pasta e impreca in epilettici epiteli di petti chiusi in petali lerci, cerchi in testa, tempia tempra acciaio, sgancio graffi in faccia adesiva, visiva, desio. Esco in vista abrasiva e discorsivo, corsi vivo fino al terminal, terra termica, teoria terapeutica, niente che mi medica, dimenticami in terra ferma, fermami quando non vi terrò più testa-menti e tempi. Apro e svampo tendini, denti in redini tirano malintenti, cosa attendi e cosa tenti?! Visi decisivi in dieci vicoli, coli in milligrammi, respiri branchi bianchi in branchie da crampi nasali, fin dove cazzo sali assalti satiri in cappi, tasto armi, miro tasti digitali per ultimi aiuti vocali, caco vocabolari secolari di Kabbalah e balli di fantasmi in camere neuronali. Assodati soldati parsi vacui, ed io ho cavi nei quali tolgo anime pari dai lati perimetrali sub-stanziali, stati demoniaci, deciframi fra cadaveri afrodisiaci.


[eNosferato]
"Il grande mistero è a tutti manifesto e rimane in eterno insondabile.
Con le sofferenze è generato il nuovo mondo, e la cenere viene dissolta in lacrime,
per comporre la bevanda della vita eterna.
In ognuno abita la madre celeste, per partorire in eterno ogni figlio.
Sentite la dolce nascita, nel battito del vostro cuore?"
(da “Enrico di Ofterdingen” di Novalis)